Due astenuti (Salvatore Micone Udc e Fabio De Chirico M5S), quattro assenti (Donato Toma per il centro-destra, Micaela Fanelli del Pd, Angelo Primiani e Vittorio Nola per i 5 Stelle). E poi Greco, Manzo, Fontana (tutti dei 5 Stelle), Vittorino Facciolla (Pd), Michele Iorio e Aida Romagnuolo (centro-destra) votano a favore.

Cotugno, Niro, Pallante, Cavaliere, Di Baggio, Calenda, Ceferatti, Di Lucente, D’Egidio, votano contro.

E’ stato questo il risultato della votazione sulla richiesta, da parte dell’ex presidente Iorio, di procedere all’abrogazione dell’articolo 12 della legge finanziaria di aprile 2020.

L’articolo riguarda la riforma della legge elettorale, l’interpretazione autentica per la precisione, che all’epoca la maggioranza guidata da Toma, su suggerimento di Pallante, fece approvare per applicare retroattivamente gli effetti dell’eliminazione dei consiglieri surroga in Consiglio regionale.

Il Consiglio dei ministri però, il 5 giugno 2020, ha comunicato alla presidenza della regione Molise l’intenzione di impugnare l’articolo 12 commi 1 e 2, per profili di incostituzionalità.

Il presidente Toma, per evitare di fare figuracce, alla notizia dell’impugnazione chiede al governo nazionale di soprassedere impegnandosi ad abrogare le parti incostituzionali.

Eppure, da quel 5 giugno ad oggi, nessuna proposta di abrogazione viene presentata all’aula consiliare.

Visto il silenzio di Donato Toma, ci pensa Michele Iorio.

L’ex presidente presenta, lo scorso 22 settembre, la proposta di abrogazione alla legge 1 del 30 aprile 2020. Il presidente Micone assegna, come da Statuto, la proposta alla competente commissione (la prima Commissione presieduta da Di Lucente).

Michele Iorio però, in aula, facendo riferimento alla possibilità data proprio dallo Statuto regionale chiede l’applicazione della procedura d’urgenza che “è obbligatoria quando la proposta di legge è conseguente ad una dichiarazione di illegittimità costituzionale” recita l’articolo 44 dello statuto.

Eppure i giochi in aula non ne hanno consentito l’approvazione: Donato Toma va via dal Consiglio con una scusa. Anche il capogruppo del Pd, Micaela Fanelli, è assente verso la fine della seduta. Spariscono dall’aula anche due esponenti dei Cinquestelle: Vittorio Nola, pur essendo nell’edificio, non era presente in aula al momento del voto. Assente anche l’ex co.co.co. della Regione Molise Angelo Primiani.

Gli esponenti della maggioranza balzano sulla sedia quando il presidente del Consiglio, Salvatore Micone, invece di opporsi, si astiene alla richiesta di urgenza di Michele Iorio. Contravvenendo alle disposizioni di Toma.

Si astiene anche l’altro esponente dei Cinquestelle Fabio De Chirico.

A conti fatti, tra assenti e astenuti, l’opposizione torna a fare da stampella a Donato Toma con la partita che poteva essere chiusa a 10 a 9 a favore di un’abrogazione dovuta agli impegni presi proprio dalla Regione Molise verso i Governo nazionale.

Fermo restando che adesso il disegno di legge seguirà l’iter tradizionale (discussione in Commissione e presentazione in aula), restano due considerazioni:

1. l’opposizione all’occorrenza finisce sempre per salvare Donato Toma da eventuali bocciature

2. Donato Toma dimostra di essere inaffidabile persino di fronte ad impegni istituzionali presi con l’intero Consiglio dei Ministri.

PRECISAZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE FANELLI AL NOSTRO ARTICOLO

“Ero presente e votante! Ieri, in riferimento alla proposta abrogazione dell’articolo 12 della legge finanziaria di aprile 2020, ho espresso il mio voto favorevole in coerenza con tutti gli altri passaggi al riguardo”. 

Red. Pol.