Si dice che i partiti di centrodestra, preoccupati del bassissimo indice di gradimento, abbiano chiesto al governatore Toma di essere poco presente durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre.

Un boccone amaro che il presidente della Giunta ha dovuto ingoiare nella speranza che questa sua messa all’angolo trovi poi un riconoscimento per la sua riproposizione a presidente della Giunta per il 2023.

Qualche piccola apparizione l’ha fatta: all’inaugurazione della sede di Forza Italia a Campobasso si racconta si sia presentato senza alcun invito. Oppure all’incontro con gli amministratori organizzato a Isernia da Alfredo Ricci presidente della Provincia, pare ci fosse.

Ma secondo alcune indiscrezioni pare che il presidente Toma abbia ormai raggiunto il livello massimo di scontro con i suoi assessori più fedeli: Vincenzo Niro e Quintino Pallante. Tanto da essersi guadagnato il titolo di “Donato furioso” parafrasando il più famoso poema cavalleresco del Orlando di Ludovico Ariosto.

I bene informati raccontano che Toma pare non abbia gradito la presenza di Vincenzo Niro, suo mentore e assessore fidato, al fianco di Matteo Salvini proprio nel giorno in cui il leader della Lega ha bocciato sonoramente Toma come candidato alla presidenza per il Molise. Qualora ci fosse bisogno di ulteriori puntualizzazioni da parte del leader del Carroccio.

Né si dice gradisca, sempre Toma, l’attivismo dell’altro assessore suo braccio destro, Quintino Pallante di Fratelli d’Italia. Le lingue lunghe di via Genova narrano che Pallante, che fino ad oggi ha giurato fedeltà al presidente che si è fidato di lui ciecamente, attraverso l’appoggio al candidato al senato di FDI si voglia garantire l’endorsement  per la candidatura alla presidenza. Non di Toma. Ma di  lui stesso. Insomma, nel partito di Giorgia Meloni in Molise si vocifera che la mancata accettazione della candidatura alla camera da parte del coordinatore Filoteo Di Sandro abbia posto quest’ultimo in una situazione scomoda. I pallantiani, specie in provincia di Campobasso, vanno in lungo e in largo e raccontano che dopo il 25 settembre ci sarà una sorta di redde rationem in cui la Meloni rimuoverebbe Di Sandro e assegnerebbe la reggenza del partito ad un soggetto non meglio definito. Pallante, forte dell’amicizia con colui che si sente senatore in pectore (Costanzo Della Porta) avrebbe così grandi chance di giocarsi dunque la candidatura alla guida della Regione Molise.

La cosa non viene vista di buon occhio da Donato Toma che al momento ha deciso di non rilasciare dichiarazioni ma che si è detto pronto a parlare di politica subito dopo le elezioni. L’unica domanda da porsi è: questi movimenti stanno andando avanti da mesi, possibile che solo Toma e i suoi fidi consiglieri non se ne siano accorti?

Se queste indiscrezioni risultassero veritiere, al di là dei risultati elettorali i molisani potrebbero avere la prima visione di un autunno rovente.

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