Ma qualche possibile segnale di novità e ripresa pare manifestarsi all’orizzonte 

Che brutto vedere una saracinesca abbassata ! Ancora più desolante apprendere di chiusura/scomparsa di una determinata attività commerciale ! E’ come se una parte di vita pregressa venga di colpo a mancare ! E di situazioni siffatte a Venafro purtroppo ce ne sono da che è iniziato il nuovo anno. Col 2023 cioè la città commercialmente ed imprenditorialmente ha fatto passi indietro perdendo più di qualche colpo, pardon più di qualche attività. Come anticipato in un precedente servizio, edicole scomparse -aspetto questo assolutamente negativo per la quarta città del Molise sotto il profilo demografico, topografico, economicoe culturale – ma anche negozi di generi diversi che non ci sono più dal primo del nuovo anno, come alimentari, regali, oggettistica e via dicendo. Evidentemente gli scambi, le vendite, i commerci  avevano rallentato a tal punto da indurre taluni esercenti a mollare, chiudendo del tutto ! E la collettività venafrana ovviamente ne soffre perché, piuttosto che progredire, l’economia locale, l’occupazione, l’imprenditoria e in generale la società cittadina ne soffre. E se tanto accade a Venafro, nonostante la sua appena citata realtà socio/demografica in ambito regionale e la centrale ubicazione interregionale della città attraversata da statali che arrivano o immettono in Campania, Lazio ed Abruzzi, si immagini la situazione all’interno del Molise : un “pianto” unico, quanto a prospettive di crescita ! Tutto negativo, scoramento che si taglia a fette, delusioni su delusioni ? Beh, non esattamente, visto che qualche segnale in controtendenza a Venafro pare appalesarsi anche se al momento solo a parole, in attesa -voglia Dio- di registrare fatti concreti, veri e reali. Di cosa trattasi di tanto incoraggiante per il futuro economico/imprenditoriale della città ? Dalle voci starebbe per aprire a sud dell’abitato una nuova grande distribuzione, un maxi magazzino con merce di ogni tipo che, una volta venuto alla luce, apporterebbe lavoro, impresa, finanza e soprattutto aumenterebbe l’offerta per la collettività. E lievitando l’offerta, ne conseguirebbe un contenimento dei prezzi di vendita al pubblico grazie ai naturali e conseguenti confronti di mercato. Concorrenza commerciale cioè a tutto vantaggio dell’acquirente che potrebbe scegliere tra prodotti e prezzi. Acquirente invece oggi costretto praticamente ad una sola e continuativa offerta nell’ambito della grande distribuzione. Già, ma piano coi salti di gioia e i sospiri di recuperata soddisfazione ! Si è ancora nel campo delle voci di marciapiede, del “possibile, forse, ma non ancora certo”, del “pour parler”. “Già -si ribatterà- ma per il fatto stesso che se ne parla, qualcosa di vero dovrà pur esserci!”. Ed a tanto piace appigliarsi, affinché la città rialzi nel breve la testa economicamente, imprenditorialmente e sotto il profilo occupazionale, recuperando in fretta tempo e cammino perduti perché Venafro e i venafrani chiedono di progredire e non già di fermarsi.

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