Non puoi raggiungere, per visitarlo, Castello Pandone di Venafro ? Hai problemi fisici o impedimenti di altra natura che non lo permettono ? Nessun problema ! Rimedia questo organo d’informazione accompagnandoti ed illustrandoti quanto custodito nell’antico maniero, che deriva il nome dal Conte Enrico Pandone (1494/1528) che lo abitò e lo rese propria residenza signorile, abbellendolo soprattutto con gli affreschi di decine di cavalli a rilievo. Il Conte, che finì poi tragicamente decapitato nell’attuale zona ”dei Tribunali” a Napoli per aver sposato la causa angioina a scapito di quella aragonese, amava tantissimo tali quadrupedi. Ne usava regalare ad altri dignitari del suo tempo o riceverne in dono dai nobili di sua conoscenza. La sua passione per tali animali lo indusse a farne affrescare a rilievo circa 20 sulle pareti interne del piano nobile, abbellendolo enormemente. Attualmente sono rimasti 9 di tali affreschi al rilievo, a seguito di interventi strutturali posti in essere da altri personaggi e famiglie che abitarono successivamente il maniero  venafrano, giudicato da esperti e studiosi tra i venti più belli d’Italia. Allo stesso piano nobile da ammirare la suggestiva Sala del Teatro e soprattutto l’imponente Salone della Giustizia, tra i fiori all’occhiello dell’intera struttura cinquecentesca, coi simboli di potenti famiglie e scene paesaggistiche e di caccia del tempo.

 

Quindi, le preziose sale del Museo Nazionale di Castello Pandone. Tantissimo da vedere ed ammirare, a partire dalle famose e bellissime formelle in alabastro che “raccontano” vita e morte di Gesù. Particolare di tali formelle : personaggi raffigurati in chiaro ed altri in nero, a significare i buoni e i cattivi degli avvenimenti che illustrano. Formelle prima esposte nella Chiesa dell’Annunziata sempre a Venafro, da dove però vennero rubate e portate via. Recuperate in maniera casuale, si è ritenuto di esporle al Pandone perché maggiormente protette. Nello stesso Museo Nazionale del maniero venafrano da ammirare poi le tele di Bruno Giordano, le opere della scuola pittorica napoletana e i preziosi affreschi precedentemente esposti nei luoghi di culto del territorio. Quindi, in cima a Castello Pandone, la bellissima loggia panoramica sulla verde piana di Venafro, mentre all’ingresso ad accogliere il visitatore c’è lo spazioso cortile interno, impreziosito dalla monumentale scala che porta al piano nobile. Prima di accedere al maniero  però, sono di particolare attrazione i due ponti d’ingresso –quello principale ad est per i dignitari a piedi e l’altro sul lato ovest per i cavalieri a cavallo-, l’ampio fossato tutt’intorno, la bellissima cinta muraria merlata e la suggestiva loggia seicentesca di successiva realizzazione. Castello Pandone di Venafro, ovvero uno scrigno d’arte, cultura e storia assolutamente da conoscere. FuturoMolise ne ha offerto un quadro sommario, giusto per dare un’idea della sua consistenza e valenza storica, sociale ed umana. Per saperne di più ed ammirare da vicino, basterà raggiungerlo in cima al centro storico di Venafro, parcheggiando in Piazza Totò (già piazza Castello Pandone), su cui il maniero si affaccia imponente.

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