di Christian Ciarlante

Iniziare a collaborare con i Commissari alla sanità sarebbe una mossa saggia da parte della classe politica molisana. Inutile remargli contro e paragonarli a nemici da tenere lontani dal fronte. La partita che si sta giocando è per difendere il diritto alla salute dei molisani e i Livelli Essenziali di Assistenza.

Con le ripicche, i colpi bassi e le guerre tra bande la nave è destinata ad affondare. La situazione della sanità molisana è drammatica, anzi, possiamo affermare senza tema di smentita di essere in pieno stato di emergenza. I Commissari stanno cercando, tra mille difficoltà, di riportare un pò di luce dove regna il buio pesto. Opera ardua che richiede un lavoro indefesso per evitare il baratro. La paventata chiusura dei reparti nei nosocomi regionali fino a questo momento non c’è stata, ma ciò non vuol dire che possiamo stare tranquilli, il pericolo è dietro l’angolo.

La carenza di medici è un fatto acclarato e senza la loro presenza non ci sono le condizioni per poter garantire il diritto alla salute. Il Commissario Giustini ha chiesto l’invio in regione dei medici militari, come soluzione tampone, in attesa dell’approvazione definitiva del “Decreto Calabria” che sbloccherà definitivamente il turnover in Molise e, in questo modo, si potrà procedere alle nuove assunzioni nel comparto sanitario.

Certo, sarebbe stato molto più semplice chiudere i reparti degli ospedali affidando ai privati l’erogazione dei servizi, come avvenuto in passato, stipulando con gli stessi onerose convenzioni. Ma questa volta, saggiamente, si è pensato bene di agire diversamente.

Solo in un clima di leale collaborazione tra le parti sarà possibile arrivare, si spera, a dei risultati, ma senza una piena condivisione sulle decisioni da prendere, abbiamo poche speranze di salvezza.