di Redazione

A seguito dell’assemblea regionale “Orgoglio Coldiretti” del 30 aprile scorso, cui hanno preso parte circa 500 soci provenienti da tutta la regione, ritrovatisi al Grand Hotel Rinascimento di Campobasso, Coldiretti Molise ha attivato una attenta analisi delle criticità emerse, al fine di valutare le possibili azioni sindacali da mettere in campo a tutela del settore agricolo e zootecnico. Tenuta contemporaneamente in tutti i capoluoghi d’Italia, l’assemblea ha consentito di individuare le problematiche più urgenti e le iniziative da attuare per la tutela delle imprese molisane a garanzia del loro reddito ed a tutela del territorio e  dei cittadini/consumatori. Il problema più sentito è risultato quello dall’invasione dei cinghiali (in Molise se ne contano oltre 40mila), “che – ha spiegato il Presidente regionale Claudio Papa – distruggono i raccolti, la biodiversità e costituiscono un grande problema anche per l’incolumità dei cittadini, causando incidenti stradali e spingendosi sempre più nei centri abitati”. Un problema che si aggrava con il rischio di diffusione della Psa (Peste suina africana) di cui i cinghiali sono i maggiori vettori. Dunque un problema, questo dell’aumento incontrollato dei cinghiali, che va risolto al più presto e che, al di là dalle misure normative tese a contenerne il numero (ad esempio il selecontrollo o la caccia di selezione) necessitano di interventi straordinari, in mancanza dei quali l’Organizzazione si vedrà costretta a mettere in campo, con i propri associati, una forte azione sindacale nei confronti dei livelli istituzionali preposti”. Interventi urgenti e risolutivi servono poi contro il proliferare di parchi fotovoltaici ed eolici che troppo spesso, ha sottolineato il Direttore regionale dell’organizzazione, Aniello Ascolese, “rubano suolo fertile vocato anche a produzioni di eccellenza, senza considerare le distorsioni di mercato causate dalle cifre esorbitanti offerte dalle multinazionali agli agricoltori per l’affitto dei terreni da impiegare per la produzione di energia al posto di quella di cibo”. In tema di cibo, genuinità e tracciabilità dei prodotti, è poi merso che la difesa del Made in Italy agroalimentare passa anche per il principio di reciprocità per ottenere il quale Coldiretti ha lanciato una petizione popolare per chiedere una legge europea, di iniziativa popolare, che preveda l’etichetta di origine obbligatoria per ogni prodotto agroalimentare che voglia entrare nel mercato UE. In quest’ottica Coldiretti chiede inoltre l’abolizione del Codice Doganale sull’origine del cibo “perché – ha affermato il Direttore Ascolese – non può essere l’ultima lavorazione a determinare il Paese di provenienza del prodotto”.  “Una battaglia, questa sull’origine del cibo, che partita dal Brennero non molti giorni fa – ha spiegato Papa – proseguirà anche nei porti dove arrivano grano e altri prodotti esteri perché – ha sottolineato il Presidente – se le regole non sono uguali per tutti si distrugge la competitività delle imprese italiane e locali che rispettano tutte le norme su qualità e lavoro, favorendo quelle che Coldiretti definisce ‘pratiche commerciali sleali’”. Una situazione che costringe i nostri agricoltori e allevatori a produrre sotto i costi di produzione, impossibilitati ad applicare un giusto prezzo, con evidenti perdite economiche che portano spesso alla chiusura delle loro aziende”. Molto importante è poi il tema dell’utilizzo corretto delle risorse idriche, specie in un periodo come quello che viviamo caratterizzato da cambiamenti climatici con eventi climatici estremi e una sempre più diffusa siccità. Per questo da anni Coldiretti chiede la realizzazione di un Piano invasi nazionale che preveda la realizzazione di laghetti artificiali indispensabili a conservare l’acqua ed utilizzarla nei momenti di bisogno. In tale ambito grande attenzione va riservata anche ai Consorzi di Bonifica che oggi amministrano l’“oro blu”. Questi enti devono essere messi in condizioni di poter operare al meglio e la situazione debitoria in cui versa ad esempio il Consorzio del Basso Molise necessita di un intervento da parte della Regione, più volte richiesto da Coldiretti, che possa consentire di fornire servizi efficienti ed ad un costo sostenibile per le aziende. Di non minore importanza, poi, la necessità di arrivare rapidamente ad una moratoria dei debiti delle imprese, che deve realizzarsi mediante uno stop ai mutui e finanziamenti in corso. Riguardo alla Politica agricola comune (Pac) è invece emersa la necessità di una semplificazione degli adempimenti burocratici che di fatto impediscono l’ottenimento dei benefici previsti, oltre a gravare sulle spalle delle aziende, costrette a spendere un terzo del proprio tempo per stare dietro alle ‘carte’”. Per quanto riguarda, infine, le problematiche della marineria, queste si possono sintetizzare, in particolare, sull’aumento incontrollato del costo del gasolio e sulla invasione del “granchio blù” che ad oggi ha già provocato alle imprese del settore danni quantificabili in 200 milioni di euro. Per questo Coldiretti chiede la nomina di un commissario straordinario contro questa che è diventata una vera e propria emergenza.

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