Direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese

Ultimo episodio, in ordine di tempo, è quello accaduto alcuni giorni fa ad Acquaviva d’Isernia, riportato dagli organi di stampa locali, dove un lupo ha aggredito e sgozzato un cane domestico alle porte del paese. Un accaduto che riporta drammaticamente in auge il problema della pubblica incolumità di cittadini come anche di imprenditori agricoli e zootecnici che hanno subito vere e proprie aggressioni durante lo svolgimento del proprio lavoro.

E’, infatti, di poche settimane fa anche il caso dell’agricoltore aggredito e ferito da un cinghiale mente era intento ad arare il proprio campo. Ma andiamo per ordine: mentre i lupi attaccano sempre più di frequente gli animali al pascolo, i cinghiali scorrazzano indisturbati sui campi coltivati, lasciando dietro di loro interi raccolti distrutti. Parliamo di perdite economiche ingenti, di bestiame e/o colture, che spesso mettono in ginocchio intere aziende per le quali oltre al danno si aggiunge la beffa di non ottenere alcun risarcimento economico da parte della Regione che, sino ad oggi, non è stata in grado di emanare provvedimenti normativi efficaci per arginare il fenomeno.

“Le misure messe in campo dalla Regione per risolvere il problema dei danni da fauna selvatica – afferma il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – sono dei meri palliativi che non risolvono assolutamente il problema. Persistendo questa situazione – prosegue il direttore di Coldiretti – continueremo ad assistere, gioco forza, alla sistematica chiusura di un numero sempre maggiore di aziende agricole e zootecniche, costrette ad accollarsi costi insostenibili per danni che non derivano da una cattiva gestione aziendale ne da eventi atmosferici calamitosi bensì dall’immobilismo di una politica poco attenta verso le reali necessità delle aziende”.

“Oltre a supportare la nascita di nuove realtà imprenditoriali, puntando sulle nostre tante eccellenze agroalimentari – sottolinea inoltre Ascolese – bisognerebbe adoperarsi concretamente per difendere quelle già esistenti, evitando che chiudano per i problemi sopra descritti. Una delle nostre proposta è che si dia agli agricoltori, muniti di regolare licenza di caccia, la possibilità di sparare ai cinghiali, sul proprio fondo, durante tutto l’anno (oggi, invece, come stabilito dal Calendario Venatorio approvato dalla Giunta Regionale, la caccia al cinghiale è consentita solo dal 16 ottobre al 15 gennaio, ndr).

Lo abbiamo più volte ribadito e lo faremo ancora – conclude Ascolese – le aziende non voglio sussidi o contributi in denaro, chiedono solo di poter lavorare serenamente per produrre reddito, creare nuova occupazione, e produrre cibo per l’intera collettività”.