di Redazione

FRA I RELATORI I PROFESSORI ANTONIO DE CRISTOFARO E FABIO PILLA DEL DIPARTIMENTO AGRICOLTURA, AMBIENTE E ALIMENTI DELL’UNIMOL

“Gli effetti del cambiamento climatico sul sistema agro-zootecnico-forestale”, questo il tema del seminario tenutosi nella sala conferenze di Coldiretti Molise a Campobasso e inserito nel progetto AGRISMART.

L’incontro ha visto la partecipazione di decine di soci imprenditori agricoli e zootecnici, parte in presenza e parte collegati in modalità conference, grazie ad una piattaforma WEB attivata dalla struttura informatica di Coldiretti Molise.  Il progetto AGRISMART è stato Ideato in collaborazione fra Coldiretti Molise, l’Ente di Formazione “Scuola e Lavoro” di Termoli ed Impresa Verde Molise srl, la Società di servizi di Coldiretti Molise, e presentato nell’ambito dell’avviso pubblico PSR 2014-2020 Misura 1. Sottomisura 1.2, Intervento 1.2.1 Attività “dimostrative” e “informative” mirante a fornire supporto informativo alle aziende agricole e zootecniche che operano in regione. Il Progetto si compone di una parte “informativa”, mediante seminari, e una “dimostrativa” che prevede visite/eventi in aziende agricole molisane. Le tematiche oggetto di formazione, sia nella loro parte teorica in aula che pratica nelle visite aziendali, sono: l’ambiente, l’innovazione ed i cambiamenti climatici. L’incontro ha visto la partecipazione, in veste di relatori del Prof. Antonio De Cristofaro, ordinario di Entomologia agraria presso l’Unimol, e dal Prof. Fabio Pilla, ordinario di Zootecnica e Miglioramento Genetico presso la stessa Università. A fare gli onori di casa il Presidente provinciale di Coldiretti Campobasso, Giacinto Ricciuto, ed il Direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese. Nel corso dei lavori è emerso che gli allevamenti sono in parte responsabili dei cambiamenti climatici in quanto gli animali rilasciano metano attraverso i microorganismi che sono coinvolti nel loro processo di digestione (fermentazione enterica) e protossido di azoto attraverso la decomposizione del letame. Tuttavia, il professor Pilla, precisando che gli allevamenti di tipo intensivo producono una maggior quantità di sostanze inquinanti rispetto a quelli non intensivi, ha osservato che per abbassare il tasso di metano da loro prodotto vi sono due strade: il miglioramento genetico delle razze e la selezione delle stesse; ciò al fine di ottenere animali che riescano a digerire meglio gli alimenti di cui si nutrono e di conseguenza emettere minori quantità di sostanze inquinanti nell’atmosfera. Il professor De Cristofaro si è invece soffermato sulle buone pratiche agricole che possono mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico, responsabile anche dell’aumento di vettori che favoriscono il diffondersi di patogeni e funghi dannosi per le varie colture. Per combattere i cambiamenti climatici molto utili risultano quindi essere le buone pratiche agricole come le tecniche di agricoltura biologica, la protezione del suolo, l’aumento della biodiversità ma anche la diversificazione colturale e l’agricoltura di precisione.

Articolo precedenteI BAMBINI MOLISANI NEGLI UFFICI POSTALI PER SPEDIRE LE LETTERINE A BABBO NATALE
Articolo successivoPensiero del mattino 21 dicembre 2023 – Sesto giorno della Novena del Santo Natale