E’ il caso del “Boccone da Re” prospettato per l’iniziativa letteraria che si concluderà in una nota location della Capitale 

Ecco il testo breve, così come richiesto ed assolutamente in forma anonima e senza i riferimenti perché si possa risalire a protagonista ed autore prima del responso della giuria esaminatrice, che dal Molise parteciperà al Concorso Letterario Nazionale “Cibo e Territorio”, per esaltare territori, ambienti e le genuinità naturali in tavola:

IL BOCCONE DA RE

 

“ Z’ … “  ERA UN CONTADINO VENAFRANO DEL ‘900, IN MOLISE, DEDITO COMPLETAMENTE ALLA FAMIGLIA ED AL LAVORO DELLA TERRA.

CONDUCEVA UN APPEZZAMENTO DI TERRA IN FITTO PER COLTIVARE VERDURE ED ORTAGGI, ERA CIOE’ IL CLASSICO ORTOLANO DELLA STORIA PAESANA LOCALE, E LA  VENDITA DI TALI PRODOTTI DELLA TERRA RAPPRESENTAVA GRAN PARTE PER IL SOSTENTAMENTO DELLA PROPRIA FAMIGLIA COMPLETATA DALLA MOGLIE … E DAI FIGLI … .

RAGGIUNGEVA DIVERSI COMUNI DELLA SUA ZONA DI RESIDENZA, TRASPORTANDO CON LA “TRAINELLA” (IL CARRETTO) TIRATO DAL MULO DI NOME “…” I PRODOTTI DELLA TERRA VENAFRANA PER VENDERLI O SCAMBIARLI CON ALTRA MERCE PERCHE’ LA SUA FAMIGLIA AVESSE DI CHE VIVERE.

GRANDE ED ONESTOLAVORATORE, “ Z’ … “, E TUTTI LO APPREZZAVANO PER SERIETA’ E COMPETENZA SIA COME ORTOLANO CHE PER ALTRE MANSIONI LAVORATIVE.

TRA L’ALTRO ERA CONTESO DAI PROPRIETARI DI ESTESI VIGNETI DELLA RICCA E FERTILE PIANURA VENAFRANA COME “PIGIATORE”, OSSIA IN QUANTO BRAVISSIMO ED INSTANCABILE A PIGIARE PER ORE ED ORE E A PIEDI NUDI -COME SI USAVA UN TEMPO, OVVIAMENTE COL MASSIMO DELL’IGIENE – QUINTALI D’UVA PER RICAVARNE IL FRIZZANTE ROSSO DELL’ESTREMO MOLISE DELL’OVEST O IL SAPORITISSIMO BIANCHETTO DELLA PRODIGA TERRA VENAFRANA.

ERA TANTO IMPECCABILE E PRECISO CHE I PROPRIETARI DI VIGNETI OGNI STAGIONE VINICOLA SE LO CONTENDEVANO ADDIRITTURA !

MA “ Z’… “, PERSONA SERIA, LAVORAVA SEMPRE PER LO STESSO PROPRIETARIO TERRIERO NONOSTANTE OFFERTE ECONOMICHE PIU’ CONSISTENTI, PER NON VENIRE MENO ALLA PAROLA DATA ANNI ADDIETRO.

NELLA SUA VITA, PROTRATTASI A LUNGO E SINO ALL’ULTIMO GIORNO IN PIENA EFFICIENZA PSICO/FISICA TANTO DA RECARSI QUODIANAMENTE ALL’ORTO AD ESTIRPARE LA GRAMEGNA DALLA TERRA CON LE MANI, AD ALZARE OGNI MATTINA IN UN COLPO SOLO LA SARACINESCA IN FERRO AL FONDACO SOTTO CASA DEL FIGLIO … CON CUI IN ETA’ AVANZATA VIVEVA SENZA AVVERTIRE DOLORI DI SORTA ED A FUMARE REGOLARMENTE LA PIPA IN TERRACOTTA O IL MEZZO SIGARO TOSCANO, NELL’ESISTENZA DI “ Z’ … “ -SI DICEVA- EMERGE UNA PARTICOLARITA’ UNICA, DIFFICILMENTE RISCONTRABILE IN ALTRI E CHE VA ASSOLUTAMENTE RIFERITA : IN VITA SUA NON MANGIO’ MAI PASTA ASCIUTTA, PREFERENDO SEMPRE E SOLO I PRODOTTI DELLA TERRA, OSSIA VERDURE ED ORTAGGI CUCINATI IN TUTTI I MODI !

PREFERIVA CIOE’ QUANTO “ DORME ALL’APERTO “, COME SI USA DIRE.

CON UN SECOLO DI VITA ALLE SPALLE ERA SOLITO LA SERA CENARE -GLIENE NE PREPARAVA LA FIGLIA …, UNA VOLTA SCOMPARSA LA MOGLIE- CON UN RICCO PIATTO DI PEPERONI FRITTI ED UNA ROBUSTA FETTA DI PANE, PASTEGGIANDO CON UN BUON BICCHIERE DI VINO ROSSO LOCALE CHE “ Z’ …” APPREZZAVA TANTISSIMO, FACENDO SCHIOCCARE LA LINGUA SOTTO IL PALATO AL PASSAGGIO DEL “NETTARE DEGLI DEI” !

UNICO QUINDI ZIO …, A CUI LA MOGLIE SIA IN GIOVENTU’ CHE IN ETA’ AVANZATA PREPARAVA PIATTI PARTICOLARISSIMI, TUTTI IMPRONTATI AI PIU’ GENUINI PRODOTTI DELLA TERRA.

TRA QUESTI, NON TANTO VARIATI AD ONOR DEL VERO DATI I TEMPI E LE CONDIZIONI ECONOMICHE DELLA FAMIGLIA CONTADINA DEL PASSATO,  SI SEGNALA QUELLO PASSATO ALLA STORIA – SI FA PER DIRE …- COME “ BOCCONE DEL RE ” !

NON GIA’ PERCHE’ LO GUSTASSERO CONTI, REGINE E RE, MA PER I SAPORI CHE CONTENEVA, I GUSTI CHE TRASMETTEVA E GLI APPREZZAMENTI CHE MERITAVA.

APPUNTO UN PIATTO DA RE, REGALE ADDIRITTURA, OSSIA SQUISITO AL MASSIMO !

I SUOI COMPONENTI, CHE “ Z’ … “ APPREZZAVA TANTISSIMO : POMODORI A PEZZI DELLA TERRA VENAFRANA A RIEMPIRE PER BUONA PARTE IL VASSOIO IN CUCINA, UNO/DUE BISCOTTI RUSTICI PAESANI  – I SAPORITISSIMI “ V’SCUOTT’ “- BEN TRITURATI, SEDANI E CETRIOLI SEMPRE LOCALI SMINUZZATI SOPRA, UN GOCCIO D’ACQUA SORGIVA DELLE SORGENTI DEL LUOGO, ABBONDANTE OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA SEMPRE DI VENAFRO ED APPREZZATO SIN DALL’ANTICA ROMA, DUE/TRE ED ANCHE QUATTRO PIZZICHI DI SALE PER DARE “ROBUSTEZZA” AL PIATTO, UN’ABBONDANTE SPRUZZATA DEL PROFUMATISSIMO ORIGANO D’ALTA MONTAGNA MOLISANA E FINALMENTE IL TUTTO LASCIATO A “RIPOSARE” PER QUALCHE MINUTO PERCHE’ SI AMALGAMASSE, INSAPORENDOSI.

QUANDO IL PROCEDIMENTO, MEGLIO L’INSAPORIMENTO ERA CONCLUSO, LA SOLERTE MOGLIE DELL’ONESTO LAVORATORE DELLA TERRA PORTAVA A TAVOLA, GIRANDO UN’ULTIMA VOLTA COL CUCCHIAIO NEL VASSOIO PERCHE’ IL MARITO GUSTASSE SINO IN FONDO QUANTO PREPARATOGLI DOPO UNA GIORNATA DI LAVORO SUI CAMPI.

E “ Z’ …“ NON LA DELUDEVA AFFATTO, MANGIANDO DI GUSTO, APPREZZANDO QUANT’ERA IN TAVOLA E DEFINENDOLO APPUNTO …, “ E’ PROPRIO UN BOCCONE DA RE ! GRAZIE … !”.

NEL MENTRE PASTEGGIAVA CON UNO, DUE, ANCHE TRE BICCHIERI DI ROSSO FRIZZANTE PER GUSTARE ULTERIORMENTE LA CENA !

L’INDOMANI COSA PROPONEVA LA TAVOLA  DI CASA DELL’ORTOLANO VENAFRANO ?

SEMPRE COSE SAPORITE, ANCHE SE SEMPLICI, PER GLI ALTRI COMPONENTI DELLA FAMIGLIA, MA PER “ Z’ … “ PUNTUALMENTE VERDURE ED ORTAGGI VARIAMENTE CUCINATI E PREPARATI PER LA SODDISFAZIONE DEL SUO PALATO, NEL SOLCO -E’ PROPRIO IL CASO DI DIRLO- DELLA FERTILE E PRODIGA  TERRA VENAFRANA, LA CUI PIANURA ERA DEFINITA UN TEMPO … “ LA CONCA R’ L’ORO ! “, ( LA CONCA DELL’ORO ).

TERRA ED AMBIENTE CHE CONTINUANO AD ESSERE TALI, CIOE’ SANI, SALUTARI E SALUBRI PER LA SODDISFAZIONE DEI VENAFRANI E DEI LORO PALATI.

 

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