Il Segretario Regionale di SINISTRA ITALIANA del Molise Vincenzo Notarangelo, replica duramente al governatore Toma che ha definito, “cattedrale nel deserto”, la realizzazione di un centro Covid a Larino.

Premesso che Larino ed il suo comprensorio non sono un deserto per storia, risorse ed attività produttive, mi domando come può un Presidente di Regione parlare così?

Questo non è il mio Presidente e mai lo sarà, non perché è apertamente contrario al Centro COVID-19 a Larino ma perché non pare avere interesse alla salute dei suoi corregionali che sarebbe il suo compito principale. Deliberatamente spinge verso soluzioni che vanno contro la salute dei cittadini, ed a favore di inutili e costose spese di adeguamento, restauro apo costruzioni di opere inutili ad emergenza finita, il tutto parentemente senza un motivo spiegabile.

Ormai è da un mese che si arrampica sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile – dall’Ospedale da campo all’ex Hospice di Campobasso passando per i container e la torre Covid – è un giro di dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano, pronte ad essere sostituite dalla nuova e successiva boutade.

Eppure è evidente che vanno preferite soluzioni “esclusive” e non di promiscuità. Inoltre i malati Covid-19 hanno necessità di cure specialistiche con apparecchiature specifiche, dove l’impiego della terapia iperbarica, può consentire di evitare al paziente l’intubazione – in coma farmacologico – attaccato al respiratore della terapia intensiva.

Con l’impiego della camera iperbarica in caso di ripartenza della pandemia avremo minori costi di gestione e sopratutto maggiori possibilità di guarigione, ma a chi è chiamato a decidere in fondo che interessa?

Io sinceramente al Pozzo di San Patrizio di Contrada Tapino preferisco una cattedrale nel deserto che almeno mi garantisce qualità di cura con la separazione ed il distanziamento, evitando ogni possibile occasione di contatto anche solo potenziale.