E’ il momento che qualcuno riveda, e lo faccia in tempi rapidi, le sue idee sull’ospedale di Larino e quello di Venafro. Non si possono riferire notizie che non hanno nulla a che fare con la verità. Stiamo vivendo un’emergenza sanitaria senza precedenti e mi sono stancato, come sindaco di Larino, di ascoltare dichiarazioni come quelle del consigliere regionale Andrea Di Lucente che forse a Larino non è mai venuto e sicuramente non ha mai visitato la struttura del Vietri.

Quello che sta accadendo in questi giorni, con la recrudescenza della pandemia, rischia di causare un’ecatombe in Molise. Sembra che tutto stia andando in tilt e la gente, i nostri nonni soprattutto, ma non solo, sono le vittime sacrificali di una politica che continua a rimanere sorda di fronte agli appelli dei territori. Come si fa ancora a dichiarare che per convertire il Vietri in ospedale Covid servirebbero 40 milioni di euro? Come si fa ad affermare che al Vietri manca la radiologia, il laboratorio analisi o il pronto soccorso?

Forse, ed è questa l’unica spiegazione che posso darmi, Di Lucente non è a conoscenza del progetto stilato dal commissario ad acta Angelo Giustini che prevedeva l’ospedale Covid a Larino. Il Vietri, a differenza del Cardarelli, necessitava soltanto dell’acquisto di attrezzature, per l’attivazione di ulteriori 6 posti letto di terapia intensiva (perché 9 erano già presenti) e 20 di semintensiva, per un importo non superiore a 3 milioni di euro. Per il resto, percorsi differenziati, reparti distanziati e spazi per la terapia intensiva, comprese le stanze tutte dotate di ossigeno, esistono già.

O meglio esistevano perché in queste ultime settimane si sta assistendo quotidianamente allo smantellamento del Vietri. Oggi portano via letti e mobiletti, domani altro materiale. Di Lucente scrive che l’altro problema è il personale. Ma non crede che questo sia un problema che esiste ovunque si voglia attrezzare un ospedale Covid, anche in un ospedale da campo, come quelli tanto pubblicizzati in questi ultimi giorni dal presidente Toma?

Chi doveva preoccuparsi di reclutare personale dalla fine della prima ondata Covid? Quali misure sono state adottate, chi avrebbe dovuto provvedere a tutte queste cose per prepararsi al meglio alla seconda ondata? Non ricordo il voto di Di Lucente in consiglio regionale, ma alla luce di quanto sta accadendo non era opportuno portare avanti il progetto dell’ospedale dedicato solo al Covid come proposto in più occasioni da oltre 100 sindaci ed approvato anche dal consiglio regionale?

Ribadisco che è il momento che qualcuno, il presidente Toma e il direttore Florenzano, rivedano le loro idee sull’ospedale Covid a Larino, provvedano a reperire personale con contratti adeguati, provvedano a rendere l’ospedale Cardarelli un ospedale Covid free, abbandonino l’idea degli ospedali da campo e facciano convergere tutte le risorse sulla struttura di Larino.

Si può ancora realizzare un ospedale Covid al Vietri, non si perda altro tempo. Questo consentirebbe alla popolazione molisana che, oggi ha paura di recarsi in ospedale per farsi curare (tutti sanno che non esiste solo il Covid) di avere una struttura adeguata a Campobasso e una dedicata a Larino che possa servire tutta la regione“.