Una notizia bella, positiva per storia e cultura della nostra regione e come tale da proporre all’opinione pubblica molisana: Castello Pandone di Venafro, secondo quanto riportato sul sito www.skyscanner.it/notizie è tra i venti Castelli più belli d’Italia ! Non fa piacere a tutti i molisani siffatto riscontro storico/artistico nazionale, visto che il Pandone è l’unico antico mastio del Molise in siffatta graduatoria italica ?

Non ne dubitiamo affatto, sicché l’opportunità di proporre la notizia. E veniamo a questo scrive sky sul Castello venafrano : “Il complesso fortificato di Venafro in Molise -vi si legge- trae origine da una costruzione megalitica trasformata successivamente nel mastio quadrato longobardo. Il nome viene da una delle famiglie più influenti della zona, i Pandone, che ottennero la contea di Venafro da Alfonso d’Aragona”. La conclusione del messaggio di sky : “Lasciatevi conquistare dal castello e dalla quiete che lo circonda”.

E veniamo al novero degli antichi e più suggestivi manieri nazionali in cui è stato inserito il Pandone: Castello Scaligero di Malcesine nel Veneto, Rocca Scaligera di Sirmione in Lombardia, Castello Aragonese di Ischia in Campania, Rocca Calascio in Abruzzo, Forte Diamante in Liguria, Castello di Miramare in Friuli Venezia Giulia, Castel dell’Ovo a Napoli in Campania, Forte di Bard in Val d’Aosta, Castel Sant’Angelo a Roma nel Lazio, Castello di Torrechiara a Reggio Emilia, Castello di Fenis in Val d’Aosta, Castel del Monte in Puglia, Rocca di Brisighella in Emilia Romagna, Rocca Albornoziana di Spoleto in Umbria, Rocca Monaldeschi della Cervara nel Lazio, Castello Svevo di Barletta in Puglia, Castello di Marostica in Veneto, Castello Sforzesco di Milano in Lombardia e La Castelluccia di Battipaglia in Campania.

Ossia tra i venti più belli d’Italia, 3 Castelli per la Campania, 2 per Veneto, Lombardia, Lazio, Val d’Aosta, Puglia ed Emilia ed 1 ciascuno per Abruzzo, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Molise, appunto col suggestivo Pandone di Venafro, un motivo in più per visitarlo ed ammirarlo.

Tonino Atella