di Tonino Atella

Focus sulla Dimora Storica che nel recente passato ha ospitato la vera ed unica casata nobile di Venafro, la Del Prete di Belmonte, e che continua ad aprire i propri battenti per accogliere appuntamenti socio/culturali d’ indubbio spessore artistico. Siamo nella Venafro Antica a pochi metri in linea d’aria dalla Chiesa del SS. Viatico, o Chiesa di Cristo, a sua volta ricca di tanta storia socio/umanitario/religiosa e che purtroppo fu teatro nel giugno 1986 dell’irrisolto furto sacrilego dello storico e venerato Busto Argenteo di San Nicandro, Patrono della città, splendida opera dell’eccelsa Scuola Orafa Napoletana del ‘600, momentaneamente riposta nella sacrestia di tale luogo di culto, dati i lavori in corso nella vicina Chiesa dell’Annunziata dove solitamente veniva riposta e conservata l’immagine sacra tanto cara a tutti i fedeli venafrani. Furto che “toccò” nell’intimo dei propri sentimenti l’intera collettività cittadina e che a 35 anni di distanza è rimasto senza soluzione, senza recuperare il mal tolto e senza individuare i colpevoli, tanto che la collettività venafrana ha provveduto già dal 1987 a realizzare il nuovo Busto argenteo del Patrono, foggiato dalle mani dello scultore di origini molisane trapiantato in Toscana, Alessandro Caetani.

Ma torniamo alla Dimora Storica Del Prete di Belmonte per dire che la Signora Dorothy Volpe Del Prete di Belmonte che vi abita si accinge ad ospitarvi nell’accogliente giardino che impreziosisce l’abitazione la presentazione di “Carne viva”, testo dell’ex docente di italiano e storia alle Superori, la napoletana Nadia Verdile. L’evento avverrà il 12 giugno, a partire dalle h 17 e 30. Laureata in Lettere Moderne, la Verdile collabora con la Fondazione Valerio per la Storia delle Donne, ha avuto esperienze di studio post laurea presso la Cattedra di Letteratura Italiana ed ha firmato diversi testi tra cui “Maria Luisa, la duchessa infanta”, “Lettere da Capri di Ferdinando IV a Maria Carolina”, “L’esperienza di San Leucio”, “Letteratura, sostantivo femminile” ed altri ancora.

Alla Dimora Del Prete di Belmonte di Venafro presenterà “Carne viva “, con le letture della figlia Dafne. Testo ambientato a fine 800, tempo di fame e di stenti. Nel Molise la povertà era la regola. Padroni da una parte, servi dall’altra. Le conclusioni dell’autrice : “ … Emerge la società dei nostri nonni e bisnonni, in cui oggi si può far fatica ad immedesimarsi. Ma loro siamo noi, in quella che era l’Italia di poco più di 100 anni fa, e questo pensiero aiuta oggi a far sentire le proprie radici salde e vive”. Per saperne di più rimandiamo alla presentazione del lavoro in programma alle h 17,30 del prossimo 12 giugno.

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