Interessante e partecipato appuntamento di formazione, quello organizzato da Proteo e dalla FLC CGIL Molise martedì 10 aprile u.s. a Campobasso. Si è discusso di scuola dell’infanzia e delle prospettive di questo importante segmento del settore formativo. Nel marzo di 50 anni fa, grazie alla legge 444/68, nasceva la scuola dell’infanzia statale. Nel corso degli anni essa ha assunto un indubbio valore riconosciuto dai pedagogisti di tutto il mondo che da sempre studiano la peculiarità di questo segmento della scuola pubblica italiana.

Il seminario è iniziato con l’introduzione dei lavori da parte di Maria Citro, vice Presidente Proteo Molise, che ha delineato l’ambito entro il quale si colloca la riflessione per una scuola capace di coinvolgere i bambini fin dalla più tenera età, richiamando la specificità di questo settore e la necessità di intervenire con adeguati organici e risorse.

Sergio Sorella, Presidente Nazionale Proteo Fare Sapere, ha proposto un excursus storico della normativa che ha riguardato la scuola dell’Infanzia soffermandosi sulle peculiarità degli Orientamenti del 18 marzo 1968 che hanno istituito la scuola materna fino ad arrivare alle Indicazioni nazionali del 2012. La scuola dell’infanzia è attualmente frequentata da oltre il 95% dei bambini dai 3 ai 5 anni, benché non sia obbligatoria. Oltre il 70% dei bambini va nelle scuole statali o comunali, il 30% in quelle private.

E’ toccato poi ad Anna Fedeli del Centro Nazionale FLC CGIL illustrare le criticità presenti nel Decreto legislativo 65/2017 (delega prevista dalla L.107/2015). Un Decreto legislativo sul sistema integrato 0-6 che avrebbe potuto avvantaggiarsi della straordinaria esperienza della scuola dell’infanzia pubblica, estendendone i benefici al segmento 0-3. Ad oggi non solo non c’è niente di tutto questo, ma rimangono insoluti importanti nodi legati all’espansione del modello pedagogico didattico della scuola dell’infanzia, determinando un evidente arretramento.

Anna Di Menna insegnante di scuola dell’infanzia ad Agnone ha delineato i tratti dell’azione educativa che le maestre realizzano in questo importante segmento formativo mettendo in evidenza sia la specificità dell’azione formativa sia la professionalità esistente nella scuola dell’infanzia molisana, nonostante le tante criticità e l’assenza di una programmazione territoriale adeguata.

E’ seguito un interessante dibattito nel quale si sono affrontate questioni di carattere professionale tutte tese a far riconoscere il ruolo strategico di questo settore formativo che non può essere considerato alla stregua di semplice scuola badante ma che ha un percorso pedagogico ricco e particolarmente utile a sviluppare i prerequisiti affinché i bambini possano affrontare in maniera adeguata la scuola dell’obbligo.

Ha chiusi i lavori Pino La Fratta, Segretario regionale FLC CGIL Molise, che ha tracciato un quadro complessivo sulle diverse criticità esistenti in regione a partire dalla mancanza di una legge regionale sull’istruzione, sulla mancanza di un dibattito sul Livelli essenziali delle prestazioni da garantire agli allievi. Con il Decreto legislativo 65/2017 c’è il rischio concreto di penalizzare la scuola dell’infanzia statale, per questo occorre contrastarne il disegno.