Si preannuncia comunque un olio extra vergine di oliva molisano per l’ennesima volta di qualità eccellente

E’ in corso la campagna olearia 2022 ed il Molise, terra ricca e prodiga nello specifico, preannuncia dati incoraggianti circa la produzione del cosiddetto “oro verde”, l’olio appunto. Del resto trattando il tema è come scoprire … l’acqua calda, già solo ricordando quanto scrivevano gli antichi autori latini in materia di produzione di olio molisano. Al riguardo basta citare Orazio che nel Carmine I, Libro 2, Ode 6 testualmente scrive circa l’olio di Venafro in particolare : “Ille terrarum mihi praeter omnes angulus  ridet ubi non Himetto mella decedunt viridique certat baca Venafro”, che tradotto in italiano fa “Quell’angolo di mondo più di ogni altro mi sorride, là dove il miele non è inferiore a quello dell’Imetto e rivaleggia l’oliva con le olive della verde Venafro”. Sottolineato l’apprezzamento sin dall’antichità della “verde Venafro”, checché voci contemporanee di altro tenore, entriamo ancora una volta nello specifico della campagna olearia in corso, riferendo i pareri degli stessi olivicoltori dell’estremo Molise dell’ovest. Questi certamente plaudono al rendimento produttivo in itinere, ma nel contempo non fanno mistero delle difficoltà in atto. Ecco quanto asserisce infatti un olivicoltore venafrano : “Quantità di olive direi -attacca il nostro- un buon 20% in meno rispetto alle passate stagioni. Circa la qualità del prodotto dipende dalle zone. In pianura vi sono stati sporadici attacchi della mosca olearia, ripeto a zone. In merito al costo della molitura nel Venafrano si attesta ad euro 20 a quintale, ossia cinque punti in più dello scorso anno, cosa che inevitabilmente farà lievitare il costo dell’olio di uno/due euro in più a litro (si dovrebbero sfiorare i 12 euro, ndc). Relativamente alla resa è la solita a secondo del periodo e della località di raccolta. Le ulive del Campaglione, zona olivetata storica, già prendono a raggiungere i 18 litri a quintale, in pianura invece si è sui 13/15 litri a quintale”. Il discorso si sposta quindi sulla mano d’opera per la raccolta, il punto “dolens” del tutto : “Non si trovano raccoglitori -aggiunge l’olivicoltore venafrano- in quanto la gente è pagata dalle disposizioni del Governo precedente e si guarda bene dal rimboccarsi le maniche ! In aggiunta i pochi che sono disposti a lavorare, avanzano proposte del tutto inaccettabili !”. Ossia, la natura da, ma l’uomo … ! Ad ogni buon conto, nonostante i problemi che non mancano, la ricca, salutare, sana e prodiga terra venafrana, sotto braccio con l’ambiente e l’aria altrettanto incontaminati, daranno per l’ennesima volta il saporitissimo olio extravergine d’oliva per arricchire la tavola e far deliziare i palati.

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