Ad affermarlo Giancarlo Rosi dell’ “Associazione Camminatori Romani”, team innamorato del Molise

A settimane di distanza dall’effettuazione della “28^ Cammina Molise 2022” e alla luce delle tante belle positività emerse nella circostanza, ospitiamo le impressioni ed il contributo fotografico di un partecipante, Giancarlo Rosi dell’Associazione Camminatori Romani, team di ambosessi  sovente in Molise per apprezzarne pregi e qualità socio/ambientali. La testimonianza dell’uomo “fotografa” la ricchezza della terra molisana e della sua gente, rappresentando un esplicito invito a visitare il Molise, valorizzandolo. Il contributo del dinamico pensionato della Capitale : “Dopo alcuni anni di assenza forzata, per contemporanei impegni gestionali in alcuni Ostelli della Via Francigena, ho finalmente potuto partecipare a questa 28° edizione, del tutto speciale, del Cammina, Molise! Beh, che dire? Ne è valsa sicuramente la pena! Una manifestazione, di una ottantina di chilometri complessivi, che ha avuto l’onore, con i suoi marciatori, di celebrare con cinque giorni di cammino il compimento del primo secolo di vita del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’Ente Parco ha voluto che fosse proprio il nostro Cammino a ricordare i 100 anni di un lavoro appassionato e consapevole volto a proteggere la natura. Si è altresì inteso sottolineare, nell’intendimento degli organizzatori, l’importanza del Parco Nazionale del Matese, sollecitandone la formale, rapida costituzione. Dopo le prime due tappe nel Parco abruzzese, ci siamo trasferiti, sempre in zona Parco, in paesi e territori dell’Alto Molise. Gli ultimi tre giorni, in particolare, ci hanno collegato, su un percorso dai risvolti naturalistici stupendi, con alcuni paesi indimenticabili per la bellezza e la straordinaria accoglienza. Pizzone, Scapoli, Longano, Castelpizzuto, Roccamandolfi, sono solo alcuni degli stupendi borghi incontrati nel Molise profondo fino alla meta finale, a Castellone di Boiano, dove si è consumato un gioiosissimo e golosissimo addio (o meglio “arrivederci alla prossima”) di questa stupenda full immersion nel corpo di una Regione meravigliosa che, davvero, merita di essere scoperta, o riscoperta, vissuta e assaporata nel vivo del suo territorio e della sua gente. Il tutto, è doveroso ricordarlo, è stato vissuto in splendida compagnia di un autentico esercito di simpatici amici camminatori (non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa e, qualcuno, ha persino attraversato l’Atlantico per esserci!) ai quali, a buon diritto, è doveroso riservare un sincero ringraziamento per la compagnia e la condivisione. Che dire poi di chi ha organizzato e gestito le “cinque giornate” in maniera così precisa ed impeccabile, cioè del Gran Capo Giovanni Germano e dei suoi impareggiabili collaboratori? Basti dire che non c’è stato un imprevisto, una sbavatura o una situazione fuori programma che non sia stata repentinamente affrontata e risolta! Gli amichevoli incontri con le comunità locali ed i loro rappresentanti, istituzionali e non, ben preparati e gestiti, hanno poi favorito ed arricchito l’impatto con un territorio che davvero merita di essere visto, rivisto e conosciuto. Sì, in Molise ci si deve andare e/o tornare. Ne vale davvero la pena!”.

Testimonianza, questa appena letta, tanto significativa da non richiedere aggiunta alcuna, ribadendo in toto il concetto del “Molise che esiste e resiste !”.

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