Sarà presentato domani 9 dicembre, nella Sala Consiliare del Comune di Bonefro, l’ultimo romanzo dell’autrice molisana Sabrina Izzi, dal titolo “Dentro l’inferno”, che ha concorso per la scorsa edizione del Premio Campiello. “Una storia intrigante e stravolgente”, come la descrive il Prof. Giuseppe Cacchione nella quarta di copertina, “che chiama i lettori dentro l’inferno di una vicenda narrata da una giornalista di patinate riviste glamour/gossip, Jane Macgullager, “ormai vecchia”, riguardo allo sconvolgente rapporto d’amore che l’ha legata inesorabilmente a un famoso, affascinante psichiatra-scrittore fin dal primo incontro, avvenuto per un’intervista che doveva svelare l’inafferrabile “identità nascosta dietro il nome di Eric Ross” […]”.

La storia si snoda a partire dall’incontro tra la giornalista e l’affermato scrittore che vive in una casa immersa in un bosco incantato del Connecticut. Asher Blake, stanco della vita fervente e frenetica della città che non dorme mai, decide di isolarsi per ritrovare l’ispirazione perduta a causa della recente separazione dalla sua seconda moglie, Susan. Schivo, solitario e riflessivo, firma i suoi romanzi con lo pseudonimo di Eric Ross ma, spinto dal suo psicanalista, Steven Miller, decide di concedere un’intervista alla giornalista di una rivista scandalistica di Manhattan, Jane McGullager. Tra i due nascerà una storia d’amore che cambierà per sempre la vita di Jane. La donna dovrà combattere e lottare per avere quell’amore che lei stessa definisce malato, fatto di continue sparizioni, di comportamenti contraddittori e cambi d’umore repentini, e grazie allo psichiatra Steven Miller scoprirà una verità davvero sconcertante: Asher soffre di un grave disturbo dissociativo dell’identità.

La storia, incredibile e a tratti sconvolgente, è narrata attraverso flashback del protagonista e ricordi della giornalista, che riprenderà a scrivere il romanzo avviato dallo stesso Asher Blake, Dentro l’inferno. Questo libro ci porterà a riflettere sulla complessità della mente umana, sull’amore, sulla vita e sulla morte. Essere o non essere? L’uomo è o non è? In questo viaggio letterario ci interrogheremo spesso sulla fugacità della vita, e su come a volte la linea tra essere sé stessi e non esserlo affatto sia tanto marcata quanto sottile.

“In un dialogare serrato”, continua il Prof. Cacchione, “Sabrina Izzi intreccia le voci della giornalista McGullager e dello strizzacervelli Steven Miller con i sei Io in cui si è ‘frammentata’ la psiche del protagonista, e che affiorano variamente come personaggi della storia, tra cui risaltano le caratterizzazioni del fascinoso Asher Blake della New York di Manhattan e quella di André, che viene “da Parigi”. Nonostante la strategia terapeutica perseguita dal dottor Miller, non si realizza la ricomposizione dell’Io di Asher Blake, e si consuma nella sua pazzia l’epilogo rievocato da Jane Mcgullager – tra le figurazioni più inquietanti della narrazione – al termine della vicenda.

Se il pensiero è vita (“Cogito, ergo sum”), se da Freud in poi l’Io si percepisce a più livelli di ‘coscienza’, se la sede del pensiero è frantumata – come accade per Asher Blake – da fatti e pene dolorosi fino alla neuropatia e alla psicopatia, Sabrina Izzi prescinde dalla pretesa di precisione epistemologica degli sviluppi del rapporto d’amore tra i protagonisti, presentato però con scrittura psico-informata, e attraverso l’altalena dei sentimenti conduce narrativamente i lettori a seguire le vicende della drammatica “Descente aux enfers” da lei creata, attraverso le autoriflessioni di Asher Blake e le analisi del suo psico-terapeuta Miller. Soprattutto attraverso la storia rievocata da Jane McGullager, che, come per Alda Merini tra follia e poesia, potrebbe ‘chiudersi’ con queste parole: “Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno. Per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara”.

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