Bene l’iniziativa delle regioni del Sud e del Molise, la Uil Molise è affianco alle regioni per rivendicare maggiore equità!  Così la segretaria generale della UIL Tecla Boccardo sul tema scottante dell’autonomia differenziata.

Il tema principale per noi – prosegue la sindacalista – è quello delle diseguaglianze che si amplificheranno con l’autonomia differenziata, esigiamo che tutti possono partire dallo stesso piano prima di parlare di autonomia differenziata. Oggi purtroppo non è così, per il Molise in particolare, pensiamo situazione ad esempio alla sanità, alla scuola, ai trasporti pubblici, alle infrastrutture che non sono uguali al resto d’Italia, abbiamo grandi differenze tra i diversi territori e su queste diseguaglianze, vorremmo che si facesse un’attenta riflessione!

Dobbiamo prima portare tutti dallo stesso punto è poi immaginare di pretendere di ottenere, eventualmente, una quota di finanziamenti pubblici proporzionata alla produzione della ricchezza delle diverse regioni.

Alle regioni del Sud, alla nostra regione che a differenza della Campania, che chiede l’annullamento, pensa di rivedere e modificare la norma chiediamo cosa pensa dell’autonomia e come intende valorizzarla e superare al contempo le diseguaglianze che già esistono, come ad esempio quelle della sanità o delle infrastrutture che andrebbero prima di ogni cosa colmate?

Ai nostri rappresentanti di Camera e Senato come già abbiamo detto in campagna elettorale, chiediamo di non sostenere e non votare l’applicazione della norma sull’autonomia differenziata perché danneggia il Molise, non è una questione di aggiustamenti tecnico amministrativo, ma una questione di alta caratura politica con riflessi sui diritti delle persone.

 

Corriamo seriamente il rischio di aumentare le diseguaglianze già fin troppo marcate. Un paese che vuole ripartire, riacquistare competitività a livello produttivo, occupazionale e retributivo non può certo viaggiare a due velocità, siamo contrari e ci preoccupa questa logica della divisione, per noi è fondamentale garantire equamente su tutto il territorio nazionale sanità, assistenza, scuole, università, politiche del lavoro, occupazione, infrastrutture e trasporti pubblici uguali per tutti, tanto per fare degli esempi.

 

Questi problemi  non si risolvono con un meccanismo potenzialmente divisivo che crea emarginazione nei territori svantaggiati, ma piuttosto, costruendo un sistema che mette al centro l’equità sociale ed economica, in un contesto di solidarietà e pari opportunità garantiti a tutti i cittadini, su tutto il territorio per mezzo dello Stato e dell’esercizio delle sue funzioni, questo è un principio cardine dell’ordinamento costituzionale che non può essere messo in discussione, stiamo parlando dei diritti di cittadinanza e del funzionamento è garanzia dei servizi pubblici essenziali.

L’Europa ci chiede di colmare il divario territoriale tra Nord e Sud ma con questo meccanismo si sta per aprire una forte contraddizione tra gli obiettivi che l’ Europa assegna all’Italia attraverso il PNRR e la realizzazione di un’autonomia differenziata che invece contrasta fortemente con la visione solidaristica europea e costituzionale, ampliando ulteriormente quel divario territoriale tra Nord e Sud che ogni anno contribuisce a determinare l’emigrazione di centinaia di cittadini dal sud verso il Nord o peggio ancora all’estero.

 

Sarebbe interessante piuttosto che si discutesse anche di quella parte della costituzione che maggiormente interesse le regioni del sud e che riguarda le perequazioni, la tassazione locale, la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, puntando a costruire un sistema che metta al centro l’equità dei cittadini in un contesto di solidarietà e di pari opportunità che lo Stato deve garantire a tutti su tutto il territorio nazionale.”

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