“ I Baraccati “ di Venafro, da sei mesi assegnatari di alloggio popolare, continuano a vivere in un uliveto al Campaglione, senza wc e tant’altro. I venafrani, “Perché tale loro inspiegabile scelta ?”

Una storia che nessuno riesce a spiegarsi, tanto è indecifrabile !

La scelta dei coniugi Paola e Pasquale, “i baraccati” di Venafro così ribattezzati dopo essere stati costretti anni addietro a riparare prima in una baracca e quindi in una roulotte all’interno di un uliveto al Campaglione a pochi metri in linea d’aria dalla Cattedrale non avendo dove altro andare date le loro ristrettezze economiche, la scelta dei due -si diceva- di continuare a vivere nella roulotte nell’uliveto dell’uomo, nonostante siano in possesso da fine 2016 delle chiavi di un accogliente alloggio popolare di 70 mq. loro assegnato in Via Flacco a Venafro.

Una vicenda incredibile, cui manca una spiegazione logica ! A meno che non sussistano motivazioni tali che sfuggono e che costringono la coppia a rinunciare di fatto all’alloggio popolare, continuando ad “arrangiarsi” alla meglio nell’uliveto senza wc e senza tant’altro.

I coinquilini dell’immobile dell’Iacp al cui pian terreno c’è l’abitazione assegnata da mesi a Paola e Pasquale : “Pensavamo arrivassero dal Natale scorso -dichiara una signora che abita nel palazzo – ma così non è stato.

Mesi addietro erano stati visti volontari portare elettrodomestici nell’alloggio presente lo stesso Pasquale, ritenevamo che la coppia si accingesse a trasferirsi, ma alla prova dei fatti dobbiamo ammettere di esserci sbagliati.

Paola e Pasquale non sono mai venuti ad abitare in Via Flacco, mentre la loro cassetta della posta è intasata di tutto.

Un gran peccato perché una cosa è vivere tra quattro mura ed un’altra è farlo in una roulotte in un uliveto, senza tante necessità.

Evidentemente ci sono motivi molto seri a monte che non riusciamo a comprendere”. Già, è tutto assai indecifrabile ! I più sorpresi e meravigliati per la piega presa dalla vicenda sono proprio i tanti volontari che nel corso degli anni si sono prodigati in ogni modo per soccorrere ed essere vicini alla coppia.

“Abbiamo fatto tanto -dichiara uno di questi- cercando in ogni modo di venire incontro alle loro problematiche, pensavamo che l’ odissea abitativa dei due  terminasse nel dicembre scorso grazie alla disponibilità dell’alloggio popolare, ma la persistente permanenza  della coppia tra gli ulivi del Campaglione resta sorprendente ed inspiegabile”.

Sulla vicenda il prosieguo del pensiero dei volontari  : “Evidentemente deve esserci qualcosa di molto serio e di difficile comprensione che trattiene la coppia nella roulotte tra gli ulivi ! Trattasi di problemi economici (i due, o meglio la donna ha assegni mensili di poco superiore ai 500 euro complessivi essendo invalida e cieca civile ; l’uomo invece non ha entrate economiche), di salute o di cos’altro?

E se invece si trattasse più semplicemente di una precisa scelta della coppia di continuare a vivere all’aria aperta, nonostante le chiavi della casa popolare da mesi in tasca?

Certo è che, comunque la si metta e si cerchi di spiegare la storia, resta una dato di fondo e di fatto assolutamente inattaccabile ed incontrovertibile : il cervello e quindi la mente umana sono difficilissimi da capire, comprendere e spiegare sotto ogni punto di vista!

Anni addietro uno scienziato di Neuromed, l’Istituto di Cura di Pozzilli, a proposito del nostro cervello -oggetto di studi dei ricercatori nel mondo- ebbe a dire : “Negli ultimi decenni la scienza mondiale ha fatto progressi da gigante, raggiungendo mete prima impensabili e continua meravigliosamente a progredire. Sappiamo tanto oggi, ma del cervello umano non conosciamo nemmeno la milionesima parte !”. Giust’appunto … !

                                                                                                                  Tonino Atella