Lo spazio da sempre ha rappresentato l’ignoto, lo sconosciuto, un luogo dai mille quesiti ma, al contempo, capace di dare risposte illuminanti, non solo su tutto ciò che è ancora inesplorato ma anche su ciò che, almeno all’apparenza, sembriamo conoscere perfettamente: noi stessi.

Chi siamo, ma soprattutto dove stiamo andando? L’universo, oggi più che mai, appare l’osservatorio ideale per conoscere il nostro futuro. Anche perché, spesso, la vera conoscenza è possibile solo se siamo capaci di porci all’esterno dell’oggetto osservato, prendendo le distanze da esso.

Lo sa bene Paolo Nespoli, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), famoso per i suoi viaggi a bordo dello shuttle e, da sabato scorso, per essere stato il primo uomo a portare nello spazio la bandiera della Croce Rossa Italiana e, una volta tornato sulla Terra, a riportarla ai Volontari dell’Associazione. L’emblema della CRI, infatti, grazie all’astronauta, è arrivato sino alla Stazione Spaziale Internazionale, punto nevralgico per numerose ricerche scientifiche.

Da lì, infatti, è possibile visionare la Terra e i suoi cambiamenti determinati dalla mano dell’uomo. Portare la bandiera della CRI fin lassù, da un punto di vista simbolico, rappresenta la volontà da parte della Croce Rossa di continuare a essere una organizzazione sempre in tensione, pronta a voler conoscere ed affrontare le problematiche che investono l’umanità.

La cerimonia di riconsegna è avvenuta, come detto, sabato scorso presso il Museo MAXXI di Roma, alla presenza di una folta rappresentanza di Volontari capitanata da Francesco Rocca. Tra i presenti, per il Comitato Regionale Molise, il presidente Giuseppe Alabastro, dichiaratosi estremamente soddisfatto per a ver preso parte a questa esperienza.

La giornata, conclusasi con la consegna di Medaglie d’oro e attestati di benemerenza a Nespoli e agli altri componenti dell’equipaggio della Stazione Internazionale VITA, ha suscitato forti emozioni, in primis allo stesso Nespoli e agli altri astronauti, dichiaratisi entusiasti e orgogliosi di aver compiuto tale impresa. Il presidente Rocca, dal canto suo, nel ringraziare personalmente tutto l’equipaggio, ha voluto ricordare come ancora oggi l’emblema della CRI, e ciò che rappresenta, è ancora in pericolo in molte parti del mondo.

“Voglio condividere con tutti voi, Volontari molisani della CRI, questa bellissima esperienza – ha dichiarato in merito il presidente Alabastro –. Sapere di far parte di un sodalizio il cui emblema è arrivato persino nello spazio deve renderci orgogliosi ma, ancor di più, mi rende fiero di voi l’operato che svolgete quotidianamente per aiutare chi è in difficoltà. Chissà, forse anche da lassù si è visto il cuore grande dei Volontari della CRI Molise”.