di redazione

Il disegno di legge sull’autonomia differenziata finirà per aumentare le disuguaglianze già esistenti tra Nord e Sud: un provvedimento ‘spacca-Italia’ che getta le premesse per la fine dei diritti dei molisani, su tutti quello alla salute.
Nel Consiglio monotematico di oggi abbiamo ribadito chiaramente la nostra posizione sul tema: questo sciagurato disegno va contrastato, senza se e senza ma. Invece la maggioranza, anche stavolta, preferisce eseguire gli ordini che arrivano da Roma piuttosto che far valere le ragioni dei molisani. Eppure, le conseguenze del ddl leghista sono potenzialmente devastanti per il futuro di milioni di cittadini del Sud, destinati a non beneficiare di certi servizi, o a beneficiarne in termini del tutto insufficienti.
Oggi, quindi, appare evidente che questo centrodestra non ha a cuore il futuro del Sud e dei molisani, ma mira esclusivamente alla privatizzazione di ogni comparto. Il provvedimento riguarda infatti settori cruciali come la sanità, l’istruzione, i trasporti locali e l’energia. Tutti settori che in Molise pagano già lo scotto di un tragico indebitamento e di una gestione politica che nel corso delle legislature non ha fatto altro che comprimere all’inverosimile diritti come quello alla salute, all’istruzione o alla mobilità.
In caso di approvazione del disegno leghista, il futuro di questi settori dipenderà dalla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni: parametri non ancora meglio definiti in base ai quali si stabiliranno le risorse da destinare alle Regioni.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando, i Lep serviranno a stabilire, ad esempio, che le scuole debbano avere un minimo di studenti, con costi di un certo tipo, oppure che debbano avere anche le mense, con costi totalmente diversi. E Svimez calcola che serviranno fino a 100 miliardi di euro all’anno per finanziare seriamente i Lep. Ma queste risorse semplicemente non esistono. E il centrodestra, in tal senso, ha già tagliato 60 miliardi alle pensioni degli italiani, tagliato ogni misura di investimento, definanziato la sanità pubblica in rapporto al Pil, tagliato 3,5 miliardi dal Fondo per la perequazione infrastrutturale. Quindi ha già dimostrato di non avere la voglia e la possibilità di trovare risorse per finanziare i servizi nelle Regioni più fragili, quelle che hanno il diritto di veder colmati i loro ritardi.
Inutile dire che il centrodestra molisano avrebbe dovuto tenere la schiena dritta di fronte a questo provvedimento scellerato che penalizza la nostra regione. Avrebbe potuto farlo, ad esempio, trovando soluzioni serie in merito al deficit sanitario. Invece la maggioranza non ha saputo fare altro che indossare i paraocchi e obbedire agli ordini di partito.
Evidentemente, l’obiettivo è far gestire più risorse a qualche gruppo di potere, mentre l’austerità cieca del Governo lascerà zero risorse in dote ai territori in difficoltà come il nostro. Ognuno dei membri della maggioranza, quindi, oggi è artefice della futura privatizzazione della sanità e della definitiva chiusura della Regione Molise.

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