Il Comune di Santa Maria del Molise ha assunto dal 1 dicembre 2023 la moglie dell’assessore regionale di FDI Salvatore Micone nel ruolo di istruttore amministrativo anche con funzione di messo notificatore.

La coniuge in questione è stata attinta dagli idonei di un concorso del Comune di Vasto dove il direttore al personale è Vincenzo Toma, fratello dell’ex presidente della Giunta regionale del Molise.

Un concorso che ha sollevato forti dubbi nei consiglieri comunali di centrodestra capeggiati proprio dal partito di Giorgia Meloni di cui fa parte proprio dallo scorso giugno anche l’assessore della Regione Molise, la cui moglie ha tratto vantaggio da tale selezione seppur nel comune molisano. Dubbi del centrodestra abruzzese che hanno indotto il coordinatore cittadino di FDI Piernicola Carlesi e i consiglieri comunali del partito Francesco Prospero, Vincenzo Suriani e Guido Giangiacomo a presentare il 28 settembre 2023 un esposto alla Procura della Repubblica corredato da tutta la documentazione utile, chiedendo che si faccia chiarezza definitiva sull’effettiva trasparenza dell’amministrazione comunale di Vasto. Tra i dubbi dei consiglieri di FDI del Comune di Vasto c’è il fatto che tra gli idonei ci fossero “fratelli, sorelle, parenti di Consiglieri Comunali della Maggioranza” o persone “riconducibili direttamente o indirettamente a membri della Commissione, Consiglieri Comunali, Assessori e Dirigenti”  dichiara il consigliere Giangiacomo di FDI in un’assise pubblica in cui chiedeva l’istituzione di una commissione d’inchiesta.

Lo scorso 5 novembre 2023 è trapelata la notizia che c’è un indagato per il concorso dei messi notificatori. Si tratta di un dirigente del Comune di Vasto che avrebbe avuto un ruolo di primo piano nell’espletamento della selezione pubblica che ha portato, nel giro di pochi mesi, all’assunzione di undici persone risultate ai primi posti della graduatoria. L’ipotesi di reato è abuso in atti d’ufficio.

Dopo il blitz della Guardia di Finanza in Comune, dunque, si delineano meglio i contorni di una inchiesta partita in seguito all’esposto del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia “sui legami “diretti ed indiretti con il sistema amministrativo comunale e politico” delle persone assunte”. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Vincenzo Chirico, mira a fare luce non solo sulla contestata procedura concorsuale assurta agli onori della cronaca per la graduatoria “criptata” e per il volantino anonimo girato nei mesi scorsi in Comune e affissa sulle porte degli uffici comunali con cui venivano svelati con largo anticipo i nomi dei vincitori. Non si conosce l’esito di quelle indagini. Nel frattempo il Comune di Vasto ha provveduto all’assunzione di undici messi notificatori scorrendo la graduatoria fino alla dodicesima posizione, grazie alla momentanea indisponibilità  di una candidata che ha stretti rapporti di parentela con un dirigente comunale.

Non è l’unico fronte di indagini avviato dalla Procura di Vasto. C’è anche un altro filone di inchiesta che riguarda i “premi di risultato”, cioè le indennità liquidate ai dirigenti comunali in base agli obiettivi raggiunti, stabiliti a monte dall’esecutivo guidato dal sindaco Francesco Menna. Anche in questo caso risulterebbe indagato il dirigente comunale che ha firmato le determine e che ha in parte incassato le indennità.  Questo nuovo fronte di indagini è emerso dopo la visita in Comune dei finanzieri in borghese che giovedì mattina hanno acquisito una serie di documenti  nella segreteria comunale e nell’ufficio del personale.

REDAZIONE CB

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