La nota diffusa da Petraroia dal titolo “in tanti comuni manca l’Assistenza Sanitaria”, parlava di servizi domiciliari e di cooperative,da l’occasione per fare alcune considerazioni.

Anzitutto va sottolineato che è vero, come affermato dal Consigliere Petraroia, che la cooperazione sociale Molisana è costretta, di fatto, a finanziare gran parte del Welfare molisano con i crediti che vanta presso Comuni, Piani Sociali di Zona e ASREM.

Le Cooperative non sono società di capitali ma di persone, e quindi, a finanziare il welfare Molisano non sono astratti organismi chiamati “Cooperative” ma uomini e donne in carne ed ossa,  soci e lavoratori che fanno fronte ai ritardi di pagamento sostenendo i costi del ricorso al credito bancario e, in tempi di ristrettezza creditizia come questa, con ritardi nella riscossione degli stipendi ormai non più sostenibili alla luce della crisi economica.

Per quanto riguarda i compensi che le cooperative riescono a garantire ai propri soci e ai dipendenti si sottolinea che le Cooperative Molisane assicurano compensi orari equivalenti al minimo tabellare del CCNL delle cooperative sociali anche per i rapporti di lavoro parasubordinato.

Dove i prezzi di affidamento del servizio lo consentono, ad esempio nel Piano Sociale di zona di Termoli, le due Cooperative accreditate applicano il CCNL delle cooperative sociali anche per servizi come l’Assistenza Domiciliare le cui caratteristiche organizzative non corrispondono a quelle del lavoro subordinato.

Ci preme sottolineare con forza il fenomeno degli abbandoni!! Sopratutto nei piccoli comuni molti anziani rinunciano al servizio di Assistenza Domiciliare non avendo la possibilità di pagare le quote di compartecipazione, va anche detto che tali quote aumentano col salire del prezzo di affidamento dei servizi.

La conseguenza è che da una parte sempre più cittadini non possono accedere ai servizi per motivi economici, dall’altra gli operatori vedono alleggerite le loro buste paga, o perdono il  lavoro, perché sono ridotte le ore di lavoro richieste.

Per questi motivi sarebbe molto più utile parlare di prezzi di affidamento del servizio, di riduzione o esonero per reddito dal pagamento delle quote di partecipazione a carico degli anziani e non di compensi offerti dalle cooperative.

Per quanto riguarda l’Assistenza Sanitaria e Sociale è ora che tutte le forze politiche si assumano la responsabilità di fare una operazione verità, è ora di dire chiaramente ai Molisani che l’ospedale moderno deve essere un concentrato di risorse tecnologiche, umane e organizzative, che se vogliamo davvero fare una sanità di qualità non abbiamo bisogno di tanti posti letto ma di un sistema integrato che dia risposte ai cittadini con le strutture, i servizi e le modalità organizzative più appropriate ai bisogni.

Le forze politiche da una parte devono smetterla di  difendere, in modo demagogico e campanilistico ospedali inutili così come sono, dall’altra devono comprendere che non è possibile chiudere posti letto senza preoccuparsi della gente che su quei posti letto trovava risposte a dei bisogni.

La sanità moderna è organizzata in ragione degli utenti e non degli operatori, richiede pochissimi posti letto per acuti, richiede una diversa organizzazione degli ospedali non più per primariati ma per complessità assistenziale, richiede servizi e strutture territoriali che diano risposte integrate ai bisogni che prima erano soddisfatti, in modo inappropriato, dai vecchi ospedali.

Il sistema socio sanitario del Molise va completamente riorganizzato, non solo per motivi economici, ma soprattutto per renderlo efficace e rispondente alla domanda di salute del territorio, questa riorganizzazione per essere concreta non può fare a meno dell’apporto della Cooperazione.

La Cooperazione Sociale Molisana ha sviluppato, spesso in ambito extraregionale,  le competenze e le esperienze necessarie a coprogettare e cogestire strutture e servizi socio sanitari integrati, ha molte proposte concrete da fare per potenziare i servizi ADI, per decongestionare i Pronto Soccorso, per attivare le Unità di Degenza territoriale, i centri diurni, le RSA ecc. Soprattutto la cooperazione Molisana è pronta a svolgere il ruolo affidatole dalla legge 328/2000 di soggetto attivo nella coprogettazione e cogestione dei servizi.

Noi siamo pronti a dare il nostro contributo ma la Pubblica Amministrazione Molisana deve smetterla di considerare la cooperazione sociale come un appaltatore qualsiasi al quale affidare servizi al minor costo possibile e da pagare il più tardi possibile, è compito della politica sostenere questo salto di qualità cominciando dal coinvolgimento delle Associazioni di Rappresentanza Cooperativa nelle attività di predisposizione de nuovo Piano Sanitario Regionale sopratutto per la parte che riguarda l’interazione socio sanitaria.

Nell’anno internazionale della Cooperazione noi siamo fiduciosi, siamo fiduciosi anche verso le forze politiche Molisane alla luce dell’impegno bipartisan visto in occasione dell’approvazione della legge finanziaria Regionale, è stato approvato unanimemente un articolo che speriamo approdi ad un adeguato ed effettivo finanziamento della legge Regionale sulla cooperazione. 

  Il  Presidente Legacoop Molise 
                                                                                                               Dr. Giovanni Cefalogli
                             
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