di Tonino Atella

“Ripercorriamo” una significativa pagina di storia contemporanea venafrana, risalente cioè ai primi del ’900, per dire della vicinanza alla città ed ai suoi valori socio/umanitari più profondi anche da parte dei venafrani espatriati ad inizio secolo scorso nel Nuovo Continente, l’America, per trovare lavoro, fortuna e futuro per se, le loro famiglie e in prospettiva futura per figli e nipoti.

Parliamo della collettività venafrana trasferitasi in buon numero a Filadelfia, senza però mai dimenticare o troncare i rapporti con la propria terra d’origine. Anzi proprio la lontananza rinsaldò e rese ulteriormente forti ed indissolubili i sentimenti, gl’ideali e i legami dei venafrani neo americani con quanto lasciato a Venafro in termini di affetti e valori.

Ne sono splendida e bellissima prova le iscrizioni marmoree affisse sul pianerottolo antistante la Cripta che custodisce i resti mortali del Patrono San Nicandro nella Basilica omonima, all’ingresso est della città, luogo di culto che è costante punto di riferimento della fede comune dei venafrani. Su tali marmi, che in allegato si riproducono, sono riportati i nomi degli “Insigni benefattori -vi si legge- che contribuirono per i restauri di questo tempio – Società M.S. Agricoltori di Venafro in Philadelphia e mandamento”, quindi ancora “Culto religioso e sentimento patrio ispirarono dei cittadini emigrati in Philadelphia (America) ad ampliare l’antica cripta votata ai Santi Patroni di Venafro” e i nomi del “Comitato che attese all’opera santa, attestando la pubblica riconoscenza  fece incidere su questo marmo i nomi dei pietosi oblatori e di chi disegnò e diresse il nuovo restauro”. Il tutto datato 1902, con le generalità dei benefattori del tempo. Testimonianze bellissime, i marmi in questione, della fede e della schietta passione e vicinanza dei venafrani ai loro ideali di vita, tanto da parte dei residenti a Venafro che dai venafrani emigrati oltre oceano in cerca di lavoro, fortuna e futuro.

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