Fino a 60 edifici su 100 in alcune regioni del Sud. È la dimensione del fenomeno dell’abusivismo edilizio che in Italia raggiunge dimensioni che non hanno riscontro nelle altre economie avanzate e che in alcune aree del paese gareggiano con quelle della produzione edilizia legale. Dati Istat “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2015)”.

L’aggiramento delle regole urbanistiche, sostanzialmente un altra faccia del sommerso, raggiunge l’apice al Sud. Tanto che l’Istat nel 2015 si spinse fino a denunciare una deriva pericolosa verso situazioni di sostanziale irrilevanza della pianificazione urbanistica. In Molise, Campania, Calabria e Sicilia nel triennio 2012-2014 il numero degli edifici costruiti illegalmente è stimato in proporzioni variabili fra il 45 e il 60% di quelli autorizzati. Ma anche nelle altre regioni il fenomeno dei cantieri illegali raggiunge livelli preoccupanti. I dati nella tabella fanno riferimento al 2015.

In Italia si muore di abusivismo e lassismo, non di maltempo. Oggi siamo qui a fare una prima drammatica conta dei danni e dei morti dell’ennesima catastrofe che ci ha colpito. Distrutte intere famiglie, sterminati boschi centenari, aziende sommerse dall’acqua, situazioni non degne di un Paese che dovrebbe essere uno di quelli avanzati.

Noi dei vincoli ambientali non sappiamo cosa farcene, si costruisce ovunque senza ritegno, case a meno di 150 metri da un fiume, abitazioni costruite ai piedi di una montagna, in zone alluvionali, in aree dove il pericolo è noto, ma a noi cosa interessa? Presto o tardi arriverà un condono a metterci in regola.

Poi la colpa è della pioggia, del terremoto, della neve etc. Non è mai colpa dell’uomo. Chissà perché?! L’unico Sindaco che lottava contro l’abusivismo, quello di Licata, è stato fatto fuori dalla sua stessa Giunta senza tanti complimenti. Abusivismo+dissesto idrogeologico= frittata fatta!

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