di T.A.

Il nuovo anno parte a Venafro col tema di fondo, ossia prodotti della terra e dell’ambiente venafrani buoni, anzi ottimi, in costanza però di aria presunta non buona ! Un tema assai datato ed indubbiamente delicato, riproposto con spray da qualcuno sulla colonnina dell’Arpa Molise che lungo Via Campania, parte sud dell’abitato, ogni giorno attesta la qualità della vita e dell’aria che si respira a Venafro. In effetti mano ignota, con spray rosso e perché tutti leggano, vi ha scritto in stampatello “ A VENAFRO L’OLIO E’ BUONO, MA L’ARIA NO “. L’affermazione, indubbiamente delicata, entra nel merito di un discorso di fondo della città : se cioè quanto si respira sia del tutto affidabile o meno, in costanza di prodotti della terra e dell’ambiente ampiamente rassicuranti come qualità ed affidabilità, a partire appunto dal prodotto storico venafrano : l’olio extravergine di oliva, pregio ambientale e territoriale di assoluta certezza ed unanimemente riconosciuto ed apprezzato. Si torna quindi, giusto ad inizio di un nuovo anno, sul tema/principe della città : vale a dire l’affidabilità dell’aria, una volta accertata e riconosciuta la bontà del suo prodotto prioritario, l’olio venafrano. E su tale dicotomia, ossia la rigida divisione in due parti di uno stesso concetto come qualità/non qualità di aria e prodotti, a Venafro si continua a discutere e confrontarsi con tesi spesso diametralmente contrapposte. Da una parte cioè chi sostiene a spada tratta che aria, ambiente e territorio venafrani siano tutt’altro che sani, rassicuranti ed affidabili, e chi invece replica che i prodotti della terra venafrana siano buoni, eccellenti e come tali garanti di un territorio rassicurante. Ovviamente sul tema ci si tornerà, data la sua complessa incidenza su attualità e futuro della vita nel Molise dell’estremo ovest.

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