A Pozzilli lungo gli argini fluviali c‘erano anche le acque solfuree, oggi scomparse, mentre alcuni catturavano trote con le mani nelle loro tane

La giornata di ferragosto una volta nel Venafrano e nell’intero Molise dell’ovest ? Detto che pochissimi “fortunati”, per non dire altro …, possedevano le due ruote di una bici, di una moto o -i “fortunatissimi”- addirittura una vettura, autentica fortuna di pochi eletti nei tempi andati, la gran massa raggiungeva le sponde fluviali del Volturno per stare al fresco, divertirsi a contatto con l’acqua, trascorrere una piacevole giornata, mangiare cose saporite di casa e tuffarsi, nuotare nelle acque fluviali che scorrevano alquanto intensamente tanto da richiedere al bagnante di aggrapparsi ad una pietra sul letto del Volturno per non essere portati via dalla corrente. In effetti era come se si entrasse in un freezer  (!), tanto erano non fresche ma belle fredde quelle acque, nonostante la giornata di ferragosto ed il caldo della giornata. Era comunque un attimo l’impatto del corpo col freddo volturnense, perché subito dopo ci si adattava. Così si restava volentieri in quelle acque fresche, si nuotava, ci si immergeva se c’era abbastanza acqua e ci si lasciava piacevolmente trasportare dalla corrente distendendosi sul Volturno, che pareva sorridesse soddisfatto per le tante presenze umane al suo interno.

Nel frattempo c’era chi si dedicava a cucinare, accendendo un po’ di fuoco per mettere la pentola con cui cucinare un bel chilo ed oltre di spaghetti (in genere le comitive erano numerose !) e fare la brace per gli arrosti. Cosa si arrostiva ? Il pollo casereccio ovviamente ! Nel mentre veniva sete ed allora si apriva un bel fiasco di rosso della terra molisana e in men che non si dica si arrivava sul fondo, tra canti, cori e baldorie varie. C’era sempre una chitarra, una fisarmonica nelle mani di qualcuno, per cui la musica andava piacevolmente avanti senza soluzione di continuità. E mentre si facevano bagni del Volturno, c’era appunto chi approntava il pranzo e finalmente chiamava a raccolta col classico, “E’ pronto ! Venite !”. A quel grido, ogni altra incombenza cessava e ci si dedicava anima e corpo a gustare tanto Ben di Dio che mamme e nonne avevano preparato ! L’allegria, la spensieratezza, il piacere della compagnia erano costanti della giornata che trascorreva in maniera assolutamente piacevole tra bagni al fiume, canzoni, musica, cori, brindisi e tante degustazioni. C’era anche chi riusciva a raggiungere le acque solfuree lungo gli argini volturnensi di Pozzilli e lì erano unici i bagni, le immersioni e le bevute di acqua solfurea, così come i più provetti si dedicavano alla cattura di trote, riuscendo a prenderle con le mani mentre erano nelle tane, una dote di pochi.

E solo quando prendevano a scendere le prime ombre della sera ci si preparava per il rientro, assolutamente rinfrancati dalle ore trascorse lungo il fiume del Molise dell’ovest. E chi, di Venafro, non riusciva a spostarsi ? Beh, in alternativa c’era “il quadrato”, appunto un quadrato 4×4 con le acque sorgive venafrane, immediatamente a sud del lavatoio comunale dove a decine i giovanissimi -non una sola ragazza, si badi bene !- si riunivano per fare il bagno, tuffarsi, nuotare seppure nelle ristrettezze del ”quadrato” e divertirsi a più non posso, anche in questo caso sino a sera ! Eccolo il ferragosto dei molisani dell’ovest nei tempi trascorsi : naturale al massimo, senza ricercatezze, ma abbondantemente bello ! Ed allora buon ferragosto a tutti, sia che state a fiume, sia che vi divertiate al mare, sia che vi trovate al lago e sia che vi restate tranquillamente a casa !

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