di Giovanni Minicozzi

La legge finanziaria regionale approvata nei giorni scorsi prevede, tra l’altro, la vendita di beni immobili dell’ente per un ricavo stimato in circa 40 milioni di euro.
La decisione, seppur legittima, appare quanto meno inopportuna poiché dismettere beni immobili in piena crisi economica di certo non rappresenta un affare per la collettività.
Per altro sono stati già diffusi alcuni bandi per l’alienazione di terreni e fabbricati ma nessun acquirente si è fatto vivo.
La regione sarà costretta, quindi, a ripubblicare l’offerta riducendo notevolmente il prezzo proposto per la vendita fino al punto di trasformarla in una svendita a beneficio di ingordi soggetti privati.

Al di là delle osservazioni di natura finanziaria e commerciale i molisani vorrebbero capire come verranno utilizzati i soldi ricavati dalle dismissioni di un patrimonio pubblico considerato che al momento è ignota l’esistenza di eventuali progetti seri e in grado di rilanciare lo sviluppo economico e produttivo del Molise.
Sarebbe una sciagura sprecare in clientelismo elettorale risorse finanziarie derivanti dalla alienazione di beni comuni.
La stessa sciagura potrebbe riguardare il mutuo di 40 milioni di euro approvato con la recente legge di stabilità, se dovesse andare in porto, qualora fosse destinato a consulenze inutili o a sprechi di tipo elettoralistici.
Peggio ancora se le risorse ricavate dovessero servire solo per ripianare il bilancio regionale ridotto in profondo rosso.

Vedremo, controlleremo e vi terremo informati.